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Intervista a Don ErnicoLa licenza al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II e la nomina ad assistente generale dell'Azione Cattolica

Prima, a maggio, la nomina, da parte del Vescovo Francesco Cavina, ad assistente generale dell'Azione Cattolica Diocesana. Poi, pochi giorni fa, la licenza "summa cum laude" al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, con sede presso la Pontifi cia Università Lateranense a Roma. É questo, per don Enrico Caffari, giovane sacerdote della nostra Diocesi e vicario parrocchiale a Concordia, un periodo intenso, in cui rendere grazie al Signore per quanto ricevuto e affi dare a Lui nuovamente, con totale disponibilità, il proprio servizio per la Chiesa di Carpi. "Dopo due anni di intenso studio e bellissima vita comunitaria presso il Pontificio Seminario Lombardo, accanto a tanti giovani sacerdoti provenienti da varie diocesi italiane - racconta don Enrico - il mio percorso si è concluso con la discussione della tesi in teologia dogmatica, con la particolare attenzione alla teologia del matrimonio e della famiglia, nella quale ho approfondito la visione dell'uomo e della donna nel pensiero filosofico di Edith Stein, monaca carmelitana martire ad Auschwitz e grande esponente della scuola della 'fenomenologia'".

Dunque, don Enrico, come valuti complessivamente l'esperienza a Roma? Che cosa ti è "rimasto" di più, anche in funzione del tuo essere sacerdote?
Mi sento di esprimere una profonda gratitudine alla nostra Chiesa e al Vescovo Francesco per avermi chiesto di approfondire lo studio della teologia, camminando assieme a tanti amici che mi hanno donato di vivere la dimensione "universale" della Chiesa. Il frutto più bello di questo biennio è certamente la consapevolezza di essere inserito in un grande popolo che cammina verso Dio, ove ciascuno è "discepolo missionario", chiamato a lasciarsi evangelizzare dai fratelli e a offrire loro la testimonianza esplicita dell'amore del Signore, "che al di là delle nostre imperfezioni ci off re la sua vicinanza, la sua Parola, la sua forza, e dà senso alla nostra vita" (Evangelii gaudium 120).

Passando all'Azione Cattolica, come hai accolto la nomina ad assistente generale, anche in considerazione della tua giovane età e del tuo ministero presbiterale iniziato da poco? Ho accolto con grande stupore e timore il ministero che il Vescovo mi affida, consapevole della grande responsabilità che esso domanda, ma assai grato per l'opportunità di servire la nostra Chiesa "circondato da una moltitudine di testimoni" (Eb 12,1), che mi accompagneranno nella corsa verso la meta della santità. A 150 anni dall'inizio del cammino della nostra associazione, sarà bello salire sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto nel solco della fede, per poter guardare sempre più lontano.

Che "peso" ha avuto l'associazione nella tua formazione personale? E nella tua vocazione? L'Azione Cattolica, nel suo radicamento parrocchiale e nella dimensione diocesana, ha rappresentato un luogo di formazione e discernimento decisivo per il mio cammino di fede, aiutandomi a comprendere, amare e desiderare i sogni che il Signore nutre per il suo popolo e per la mia vita e spronandomi ad abbracciare con tutte le forze la missione di annuncio e testimonianza della sua Chiesa. Custodisco una profonda gratitudine per gli assistenti e i tantissimi amici che hanno curato e accompagnato con passione la mia formazione e sogno che la nostra associazione continui ad essere fucina di carismi e di talenti.
In che modo si vive l'appartenenza all'Ac, un'associazione di laici, come sacerdote? Quali sono i propositi che accompagneranno il tuo servizio come assistente? In che modo intendi renderti vicino all'associazione presente in tante parrocchie della Diocesi?
I sacerdoti assistenti partecipano alla vita dell'Azione Cattolica diocesana contribuendo ad alimentarne la vita spirituale, il legame con la Chiesa locale, la comunione con il Vescovo e il presbiterio diocesano. In particolare, desidero condividere una disponibilità aperta, creativa e responsabile per l'Ac e per la nostra Chiesa diocesana, sperando di poter contribuire a costruirla con il pensiero e con il servizio, con la corresponsabilità pastorale e con la disponibilità ad esplorare nuovi spazi di missione, "uscendo" ad annunciare il Vangelo "in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura" (EG 23). La comunità parrocchiale continua ad essere il contesto ecclesiale in cui l'AC s'impegna a vivere il proprio radicamento e a svolgere il suo servizio, affinché la Chiesa divenga ogni giorno casa per tutti, capace di condividere la vicenda umana delle persone e di annunciare a ciascuno la speranza del Vangelo. In questo compito, sarà imprescindibile continuare a tessere reti di comunione e condivisione con gli assistenti e i responsabili parrocchiali, per servire sempre meglio le nostre comunità e contribuire a renderle spazi aperti, fraterni e accoglienti.

Diocesi di Carpi

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