Slide background

Vescovo: S.E. Rev.ma Mons. Francesco Cavina

Curia Vescovile: Viale Peruzzi, 38 - Carpi. Tel 059 686048. Sito Diocesano: www.carpi.chiesacattolica.it 

Provincia Ecclesiastica: Modena-Nonantola
Superficie: kmq 415,28
Abitanti: 129.169
Comuni:
   1) Carpi
       16 parrocchie: Budrione, Cattedrale, Cibeno, Corpus Domini, Cortile, Fossoli, Gargallo, Migliarina, Quartirolo, San Bernardino Realino, Santa Croce, San Francesco, San Giuseppe Artigiano, San Marino, San Martino Secchia, San Nicolò.

   2) San Possidonio
   3) Novi di Modena
       3 parrocchie: Novi, Rovereto sulla Secchia, Sant'Antonio in Mercadello

   4) Concordia sulla Secchia
       5 parrocchie: Concordia, Fossa, Santa Caterina, San Giovanni, Vallalta

   5) Mirandola
       10 parrocchie: Cividale, Gavello, Mirandola, Mortizzuolo, Quarantoli, San Giacomo Roncole, Santa Giustina Vigona, San Martino Carano, San Martino Spino, Tramuschio

   6) Rolo (Reggio Emilia)
   7) Limidi (Comune di Soliera)
   8) Panzano (Comune di Campogalliano)

Parrocchie: 39 (di cui una eretta canonicamente)

NOTE STORICHE
La Bolla "Commissa Nobis" di papa Callisto II (1123) che riporta, quasi alla lettera, una Bolla precedente del papa Pasquale II (1113), ci dice che la Chiesa di Carpi fu fondata dal longobardo re Astolfo.
L'anno di fondazione comunemente accertato è il 751.
Le due Bolle confermano i privilegi di autonomia della Pieve di Carpi, la quale non doveva essere alle dipendenze di alcun Vescovo, ma immediatamente soggetta alla Santa Sede.
Essendo poco solida, secondo alcuni, la forza probante di queste Bolle per i secoli addietro, gli storici reggiani, che consideravano il carpigiano territorio della Diocesi di Reggio, contestarono ed anche negarono l'autonomia della Chiesa di Carpi in quei tempi lontani, prima del mille.
La cosa si chiarisce in seguito e i privilegi di indipendenza vengono esplicitamente riconosciuti da successive Bolle di papa S. Gregorio VII (che si trovava a Carpi nel marzo del 1077) e da papa Urbano II.
In origine il territorio, dipendente dagli Arcipreti di Carpi, comprendeva la Pieve di S. Maria (Carpi), S. Lorenzo di Gargallo (da cui si staccò poi Santa Croce) e San Marino.
Più tardi, ad istanza del principe di Carpi Alberto III Pio, papa Giulio II con la Bolla "Vice illius" dell'1 febbraio 1512 e il papa Leone X con la Bolla "Romani Pontificis" dell'1 maggio 1515, unirono progressivamente alla Chiesa di Carpi le seguenti parrocchie: Pieve di Trebbio sull'Appennino, tolta alla Diocesi di Modena; Cortile e S. Martino Secchia, tolte all'Abbazia di Nonantola; Limidi e Panzano, tolte alla Diocesi di Modena; Migliarina, Budrione, Fossoli e Rovereto, tolte alla Diocesi di Reggio, e concessero agli Arcipreti di Carpi le "Facoltà ordinarie" proprie dei vescovi diocesani, senza tuttavia il carattere vescovile, di cui non pochi Arcipreti furono, in seguito, insigniti ad personam. I citati due Pontefici concessero, inoltre, agli Arcipreti di Carpi la facoltà di conferire la Tonsura e gli Ordini Minori; di portare tutte le insegne vescovili; di celebrare i pontificali; di concedere ai fedeli l'indulgenza di 40 giorni.
Dopo il Concilio di Trento, il Vescovo di Modena contestò all'Arciprete di Carpi la facoltà di conferire la Tonsura e gli Ordini Minori; ma le sacre Congregazioni Romane, davanti alle quali venne portata la vertenza, non trovando ragioni sufficienti né dall'una né dall'altra parte, lasciarono irrisolta la questione, che si trascinò per tutto il secolo XVII.
Nel 1779, per interessamento del duca di Modena Francesco III d'Este, papa Pio VI, con la Bolla "Inter plurimas" in data 1 dicembre, elevò a "Diocesi pleno iure" la Prelatura Nullius di Carpi, con 15 parrocchie e 15.000 abitanti, eleggendone a Vescovo l'ultimo Arciprete Ordinario, Francesco Benincasa, che fu consacrato nel successivo 1780.
Più tardi papa Pio VII, con Breve dell'11 dicembre 1821, aggregò alla nuova Diocesi le parrocchie dell'antico Ducato della Mirandola, quelle, cioè, degli odierni comuni di Mirandola, Concordia e San Possidonio, più la parrocchia di Novi, staccandole dalla Diocesi di Reggio.
Nel 1822 la Parrocchie di Pieve di Trebbio passò alla Diocesi di Modena. Nel 1844 fu eretta in Carpi la Parrocchia di San Francesco d'Assisi. Nel 1872 la Parrocchia di Rolo (RE) passò dalla Diocesi di Mantova alla Diocesi di Carpi.
Nuove parrocchie furono erette: San Bernardino Realino in Carpi (1940); Sant'Antonio di Padova, già Curazia (1951); Santa Caterina, già Curazia (1953); San Nicolò in Carpi (1954); San Marco in Fossoli (1956 – estinta nel 1986); San Giovanni, già Curazia (1957); Sacro Cuore in San Possidonio (1957 – estinta nel 1986); San Giuseppe Artigiano in Carpi (1959); Beata Vergine del Rosario in Gruppo – Fossoli (1965 – estinta nel 1986); Corpus Domini (1965).
Attualmente la Diocesi conta 38 parrocchie.

I PATRONI DELLA DIOCESI DI CARPI

Beata VERGINE MARIA ASSUNTA
A Lei è dedicata la Cattedrale di Carpi

San BERNARDINO DA SIENA
Sacerdote
Patrono principale della città e Diocesi
Si festeggia il 20 maggio
Bernardino (Massa Marittima, Grosseto, 1380 – L'Aquila 20 maggio 1444), religioso francescano, fu grande e popolare predicatore del nome di Gesù. Attraversò villaggi e città dell'Italia settentrionale e centrale portando, con la parola e con l'esempio, intere popolazioni a un profondo rinnovamento cristiano. Lavorò per la riforma dell'Ordine francescano. Predicò a Carpi due volte: nel 1427 e nel 1429.
Di lui restano alcuni scritti in lingua latina e volgare.

San BERNARDINO REALINO
Sacerdote
Patrono secondario della città e Diocesi
Si festeggia il 4 Luglio
Nato l'1 dicembre del 1530 da Francesco ed Elisabetta Bellentani di nobili famiglie carpigiane. I suoi primi studi umanistici si svolsero in Carpi ed in seguito all'Accademia modenese ed alla Università di Bologna, dove, a 26 anni, si laureò in diritto civile e canonico. Sotto la protezione del Cardinale Cristoforo Madruzzo, Bernardino si avvia all'esercizio dei «pubblici uffici» e di Podestà presso comuni lombardi e piemontesi. Nel 1554 la carriera s'interrompe e Bernardino Realino, frequentando i Gesuiti, entra nella Compagnia di Gesù. Nel 1567 è ordinato sacerdote e diventa il maestro dei novizi gesuiti. Sette anni dopo, a Lecce, crea un collegio al quale si dedicherà fino al giorno della sua morte (2 luglio 1616). Papa Pio XII lo proclamerà santo nel 1947.

San VALERIANO
Patrono secondario

San POSSIDONIO
Vescovo
Patrono del territorio mirandolese
Si festeggia il 16 maggio.
In una cronaca medioevale della chiesa di San Pietro di Reggio Emilia, si legge che il vescovo Azone (IX secolo) per concessione dell'imperatore Lodovico il Pio (778-840), trasferì dall'Apulia a «Curtis Latiana» (nei pressi di Mirandola nell'Emilia), il corpo del santo presbitero Possidonio. In un lezionario del secolo XIII appartenente alla basilica di San Prospero di Reggio Emilia, si leggeva che Possidio era di nazionalità greca e oriundo di Tebe. Dal 1500 in poi, contro la tradizione medioevale, si cominciò a parlare delle reliquie del santo Possidio venerate a Mirandola, come quelle del vescovo di Calama in Numidia, Possidio, discepolo e collaboratore del grande sant'Agostino; il quale scacciato dalla sua sede da Genserico, re dei Vandali, nel 437, andò in esilio nell'Apulia dove morì e da qui nel secolo X il suo corpo fu trasferito prima in Germania e poi a Mirandola. Nonostante molte coincidenze non c'è nessuna prova che si tratti dello stesso personaggio, a parte l'assonanza dei nomi.

SANTI, BEATI e SERVI DI DIO originari della DIOCESI di CARPI

San BERNARDINO REALINO
Patrono secondario della città e Diocesi
(1530 – 1616)

ODOARDO FOCHERINI
Beato
martire - (1907 – 1944)
Si festeggia il 6 giugno.

Nasce a Carpi il 6 giugno del 1907. Educato alla Fede nell'Azione Cattolica, ne diviene presidente diocesano. La passione per l'annuncio del Regno di Dio fecero del Beato il cofondatore della rivista per fanciulli "L'Aspirante" e il collaboratore al giornale "L'Avvenire d'Italia", di cui assunse il compito di amministratore e giornalista. Il 9 luglio del 1930 si unì nel sacro vincolo con Maria Marchesi, dalla quale ebbe sette figli, tutti educati cristianamente. Nel periodo del secondo conflitto mondiale il beato Odoardo mise in salvo oltre cento fratelli del popolo di Israele.
La sua pubblica testimonianza di Cristo lo rese inviso al regime totalitario che lo imprigionò e deportò nei campi di concentramento ove continuò gioioso il suo impegno per la Fede.
Muore il 27 dicembre del 1944 lasciando come testamento queste parole: "Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica apostolica romana, e nella piena sottomissione alla volontà d Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia Diocesi, per l'Azione Cattolica, per il Papa, e per il ritorno della pace nel mondo".
E' stato beatificato a Carpi il 15 giugno 2013.

Preghiera:
O Dio, che hai fatto risplendere
nel beato martire Odoardo purezza di fede e piena sottomissione alla Tua volontà, per sua intercessione e sul suo esempio dona anche a noi di riconoscere i disegni della Tua paterna Provvidenza e di metterli in pratica nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

CAMILLA PIO DI SAVOIA
Fondatrice del monastero di Santa Chiara nel 1500
(1440 – 1504)
Figlia di Giberto II Pio ed Elisabetta Migliorati, Camilla appartenne alla dinastia dei Pio, famiglia dei signori di Carpi.
Dopo le premesse che risalgono al 1470, nel 1480 ottiene da papa Innocenzo VIII la facoltà di fondare il monastero delle clarisse, favorita da suo fratello Marco e dal cugino Alberto signori di Carpi. Nel 1500 vi entrò da novizia assieme a monache provenienti da Cremona, rinunciando all'agiatezza di corte per vivere in povertà sull'esempio di Santa Chiara d'Assisi. Eletta badessa continuò comunque a vivere con grande sacrificio fino alla morte, nel 1504.
Il monastero da lei fondato è tuttora operante e nella Chiesa di Santa Chiara è conservata l'urna dove riposa il suo corpo incorrotto, più volte fonte di prodigi e miracoli.
Il culto è diffuso sui martirologi francescani, dove viene già chiamata "Beata".
Il processo di beatificazione, chiuso nella fase diocesana, è ancora in corso presso la Congregazione dei Santi in Roma.
A lei è intitolata una via in Carpi.

MARIANNA SALTINI (Mamma Nina)
Venerabile Serva di Dio - (1889 – 1957)
Marianna Saltini, nasce a Fossoli di Carpi nel 1889. Rimasta vedova con sei bambini, avverte chiaramente "una chiamata del Signore che la invita ad abbandonare i suoi figli per diventare mamma di altre figlie, come e dove vuole Lui".
Dedica la propria vita a dare una casa, accogliere ed educare le bambine che vivono in ambienti malfamati o che sono state abbandonate, superando gravi difficoltà e incomprensioni.
Fonda la "Casa della Divina Provvidenza", in cui dal 1936 al dicembre 1957, anno della morte di Mamma Nina, sono state ospitate oltre mille bambine e che ha sempre portato avanti la sua missione.
Mamma Nina muore il 3 dicembre 1957. Nel 1985, concluso il processo informativo diocesano, si apre in Vaticano la causa di beatificazione.

don ZENO SALTINI
Servo di Dio - (1900 – 1981)
Nono di dodici figli, nasce a Fossoli il 30 agosto 1900, da una famiglia di agricoltori benestanti (tre dei suoi fratelli scelsero la vita religiosa, tra cui la sorella Marianna). A 14 anni interrompe gli studi e inizia a lavorare, conoscendo così la dura realtà dei braccianti, da cui imparò le teorie socialiste. Chiamato alle armi nel 1917, durante il servizio militare, si rende conto (dopo una discussione con un anarchico a cui non seppe far fronte), dell'importanza di una buona istruzione.
Diventa avvocato laureandosi in legge. Compresa poi, la sua vocazione al sacerdozio, compie gli studi teologici e filosofici ed è ordinato sacerdote (celebra la sua prima messa nel duomo di Carpi il 6 gennaio 1931). Nominato vice parroco della chiesa di San Giacomo Roncole, fonda l'Opera dei Piccoli Apostoli, per accogliere gli orfani di guerra e i bambini abbandonati.
Nel 1947 occupa con i Piccoli Apostoli l'ex campo di concentramento di Fossoli: la comunità inizia ad ammettere coppie di sposi disposti ad accogliere come figli i ragazzi senza famiglia. Nel 1948 viene approvato il testo di una Costituzione: l'Opera Piccoli Apostoli diventa così Nomadelfia (la fraternità è legge).
La comunità arriva a superare i 1000 membri e entra finanziariamente in crisi. La cooperativa agricola fondata dai membri della comunità fallisce. Nel 1952 il Sant'Uffizio ordina a don Zeno di lasciare Nomadelfia e di mettersi a disposizione del suo vescovo.
I nomadelfi si rifugiarono a Grosseto, in una tenuta agricola dalla contessa Giovanna Albertoni Pirelli dove, nel 1953 don Zeno, ottenuta da Pio XII la dimissione pro gratia dallo stato clericale, li raggiunge. Nel 1962 la comunità è eretta a parrocchia e a don Zeno viene permesso di riprendere l'esercizio del sacerdozio.
Muore il 15 gennaio 1981, colpito da infarto.
Nel 2009 inizia il percorso di beatificazione presso la diocesi di Grosseto.

ALBERTINA VIOLI IN ZIRONDOLI
Serva di Dio - (Carpi, 1-VII-1901 – Roma, 18-VII 1972)

Maestra elementare nelle scuole di Carpi e dintorni, è figura di laica e donna. Nel dopoguerra lavora molto per i ragazzi e per l'emancipazione delle giovani donne che passavano da un lavoro agricolo a quello industriale, aiutandole ad ottenere la licenza elementare o un diploma, e procurando loro, oltre alla formazione, nuove opportunità di occupazione. Prima presidente locale del Centro Italiano Femminile, organizza doposcuola per bambini e ragazze, scuole per maestre d'asilo e vigilatrici di colonie estive in montagna o al mare, corsi di economia domestica e di educazione sociale e politica.
Nel 2007, a Fiesole, si è conclusa l'Inchiesta Diocesana sulla vita di Albertina, dando così via alla fase romana presso la Congregazione delle Cause dei Santi.

Beati dal culto parzialmente riconosciuto
(sono citati negli Acta Sanctorum
e nel Martirologio francescano)

INNOCENZO DA CARPI, dei frati minori, morto nel 1530

NICOLÒ DELLA MIRANDOLA, dei frati minori

STEFANO DELLA MIRANDOLA, confessore, di origine francese dei frati minori, morto nel 1484

MADDALENA DA CARPI, monaca delle serve di Maria, morta nel 1546

Diocesi di Carpi

all rights reserved

powered by duemmeweb